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venerdì 18 aprile 2014

Passione, morte e risurrezionePimavera




Buona Pasqua



Sulla tomba del p.Werenfried
Au tombeau du P.Werenfried






In questi giorni in Italia, cuore e pensieri rimangono un po’ a Bozoum...
Sono stato in una scuola, a San Rocco, vicino a Cuneo, per presentare Bozoum e il Centrafrica. Ed ho trovato ragazzi e ragazze attentissimi, e degli ottimi insegnanti.
Sabato, vigilia delle Palme, ho celebrato la Messa a San Pio, un quartiere di Cuneo. Tra la gente vedo un giovane... e mi pare di conoscerlo. In effetti è uno dei ragazzi che erano in Seminario, prima che partissi per l’Africa nel 1992. É venuto apposta da Genova, con la moglie ed il figlio!
Domenica passo a visitare la comunità carmelitana di Torino, e poi prendo il volo verso Francoforte, in Germania. Sono qui per incontrare gli amici che, tra l’altro, fanno la traduzione  del blog in tedesco, ma anche perchè è la sede di un’organizzazione, l’Aiuto alla Chiesa che Soffre, che sta facendo molto per il Centrafrica, a livello di media e di altro. É un’organizzazione nata dal genio e dal coraggio di un padre olandese, p.Werenfried, che nel 1946 ha preso a cuore il disastro nel quale viveva la Germania, ed ha iniziato a chiedere aiuti in Belgio e altrove... Il coraggio di abbattere le frontiere dell’odio e permettere la risurrezione!
É quest’organizzazione che mi ha invitato per andare ad esporre all’Unione Europea la situazione del Centrafrica e di Bozoum in particolare.  Un grazie a Christine, Marcela, Eva e i tanti che hanno reso possibile questo impegno.
Lunedì parto per Bruxelles, dove passo 2 giorni pienissimi ad incontrare funzionari che lavorano all’Unione Europea e persone e giornalisti interessati al Centrafrica e all’opera di mediazione che abbiamo svolto a Bozoum.
Il Giovedì Santo sono di ritorno, appena in tempo per la celebrazione liturgica che apre il Triduo Pasquale, e nella quale ricordiamo i doni dell’Eucarestia, del Sacerdozio e della Lavanda dei piedi.
Proprio in questi giorni mi giungono notizie da Bozoum (dove, a 60km, ci sono stati degli scontri e purtroppo i militari della MISCA non sono andati, dicendo che non avevano carburante...) e dal Centrafrica (il Vescovo di Bossangoa e 3 sacerdoti sono stati presi in ostaggio per qualche ora dai ribelli della Seleka)...
Passione, morte e (speriamo e CREDIAMO) risurrezione.


Pirmavera tra pianura e montagna (la Bisalta)
Printemps

Torino
Turin

Alla sede della COMECE (Commmissione delle Conferenze Episcopali Europee)
à la COMECE


la Grand Place à Bruxelles


Bruxelles

Giovedì Santo
Jeudi Saint


sabato 5 aprile 2014

Pronti, partenza, via...




Aeroporto di Bangui: il campo dei rifugiati... sul bordo della pista
Aéroport de Bangui: le camp des déplacés, out juste à coté de la piste





Domenica mattina saluto la mia gente di Bozoum, e dopo la Messa delle 8.30 parto verso Bangui.
Negli ultimi 150 km incontriamo una dozzina di barriere, tenute dagli antibalaka. Non mi fermo a nessuna barriera, ma è preoccupante il fatto che non ci sia nessuna pattuglia dei militari francesi o della MISCA su questa che è l’unica strada che collega Bangui al Cameroun, e quindi ai rifornimenti.
All’arrivo al km 12 (l’entrata di Bangui)  troviamo i militari francesi e pochissima gente per la strada: qui il giorno prima i militari ciadiani (che venivano a Bangui per evacuare gli ultimi musulmani) hanno sparato sulla gente ed hanno ucciso tra 30 e 40 civili!
Lunedì e martedì ho molte riunioni con ONG e Agenzie delle Nazioni Unite: era da novembre che non venivo a Bangui.
Martedì mattina passo a salutare i miei confratelli del Carmel: qui ci sono circa 10.000 rifugiati, che da dicembre trovano qui riparo e sicurezza. Con l’aiuto di molte ONG le condizioni   di vita sono discrete: grandi tende, docce e servizi igienici. Ma il fatto di essere qui, come altre 200.000 persone della capitale rifugiate nelle varie parrocchie e all’aeroporto, significa che la situazione è ancora molto molto tesa.
Martedì pomeriggio prendo l’aereo. Dal finestrino si vede il campo dei rifugiati dell’aeroporto, dove ci sono almeno 120.000 persone, in condizioni molto difficili!
Mercoledì arrivo a Genova, e ritrovo con gioia i confratelli di Sant’Anna e di Arenzano. Giovedì mattina sono a Savona, e verso le 8 arrivo, a sorpresa, arrivo nella casa di Emanuela, Marta e Alessandra, e saluto Hyppolite in sango: fa un salto sulla sedia, sorpreso della mia presenza! Stiamo un po’ insieme, e lo trovo bene: sul piano sanitario sta reagendo molto bene all’intervento e alle cure (e alle coccole della famiglia e di tante persone). Hyppolite è un ragazzo di Bozoum, che da febbraio è in Italia per ricevere le cure mediche necessarie.
Ed alle 13.30 arrivo a Cuneo, e qui inizia un’altra storia.
Con Hyppolite a Savona
Avec Hyppolite, Alessandra, Marta et Emmanuela à Savona


 

Il campo dei rifugiati al Carmel a Bangui
Le camp des déplacés au Carmel à Bangui


P.Federico
le père Fréderic



domenica 30 marzo 2014

Ciao Bozoum



Un albero della savana  con dei fiori strani....
Un abrbre de la brousse avec des fleurs étranges
Ciao Bozoum
Nonostante la situazione nella capitale, Bangui, sia sempre molto tesa (almeno 20 morti in questi ultimi giorni), a Bozoum continuiamo il cammino per la costruzione della Pace.
In questi giorni è arrivato un contingente di 80-100 soldati camerunesi della MISCA, che rimarranno qui a Bozoum per assicurare un minimo di sicurezza.
E venerdì 28 marzo, c’è stata l’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO. Cioè... Non essendoci nè il Tribunale, nè i giudici, abbiamo costituito un COMITATO DEI SAGGI che, 3 giorni alla settimana, giudicherà  su alcuni problemi (litigi, piccoli furti). Questo permetterà di avere un punto di riferimento per la gente, ed evitare rappresaglie e vendette.
Venerdì sono andato sulla strada di Bocaranga. Qui c’era un villaggio, Tatale, che ospitava 650 Peuls. Ma quando sono passato, non ce n’era più nessuno! La settimana scorsa alcuni antibalaka sono venuti, minacciando di sterminare tutti i Peul, ed hanno ucciso una donna incinta, e ferito 2 altre persone.
A Herba, un villaggio dove la Seleka aveva bruciato oltre 200 case in settembre, porto le prime 50 porte destinate a chi ha iniziato a ricostruire la casa (tetto in paglia e muratura in mattoni di terra). Un piccolo aiuto da parte dei gruppi missionari della Comunità Pastorale S.Ambrogio e S.Martino (Cassina Amata e Palazzolo).
A Kake,a 95 km da Bozoum, ci sono ancora una settantina di donne e bambini Peuls. Ho portato un po’ di riso e un po’ di olio,  e cercato di rassicurare un po’ queste donne, bellissime nella dignità del loro dolore.
Sabato 29 marzo è l’anniversario della morte del primo Presidente del Centrafrica, Barthelemy Boganda. Una personalità che ha lasciato un ricco patrimonio di idee e di valori.
In mattinata ci siamo riuniti in una chiesa protestante per un momento di preghiera. Abbiamo voluto farlo insieme, proprio per celebrare una volta di più l’unità che è e dev’essere alla base del vivere civile di questo paese.
In pomeriggio c’è stata una Marcia per la Pace, seguita da un concerto.
E stasera chiudo le valige... perché domani scendo a Bangui e martedì 1° aprile (non è uno scherzo!) parto per l’Italia per un po’ di tempo.
Ma il cuore e la testa (quel poco che c'è...) restano qui, a Bozoum!


Il primo carico di porte per Herba
le premioer voyage des portes pour  Herba


Le donne e i bambini Peul di Kake
Les femmes et enfants Peuls de Kake

L'inaugurazione del "Tribunale"
L'installation du "Comité des Sages"

La Marcia per la Pace
La marche pour la Paix

La preghiera ecumenica per la Pace
La prière écumenique pour la Paix






venerdì 21 marzo 2014

Problemi e (tentativi di) soluzioni

















Lunedì 17 marzo 2014 
Da qualche giorno alcuni giovani della città, che si dicono antibalaka (ma che non hanno mai combattuto contro la Seleka) sono in agitazione. Anzitutto hanno chiesto al Comitato di Mediazione di poter mettere delle barriere all’ingresso e all’uscita della città di Bozoum. Il Comitato (composto dal Segretario Generale della prefettura, dal sindaco, dal parroco, da un pastore protestante, dal presidente delle Wali-Gala – le donne commercianti del mercato – dalla Misca e dalle ONG quali la Caritas, Giustizia e pace, MSF e Croce rossa) ha rifiutato la proposta.
Ma le barriere sono state installate.
Dopo aver installato le barriere, i sedicenti antibalaka hanno preso il pretesto della fine della presenza di MSF a Bozoum per prendersela con il personale dell’ospedale accusato di aver spinto MSF a lasciare Bozoum.
Nonostante il Comitato di mediazione e MSF abbiano precisato che la partenza era  programmata e che dovevano occuparsi di luoghi più in difficoltà della regione ( Bocaranga, Ngaudaye e Bang in particolare), i sedicenti antibalaka hanno continuato a lamentarsi e a minacciare il personale dell’ospedale.
 E’ bene ricordare che il personale dell’ospedale di Bozoum ha lavorato durante tutto il tempo di crisi, sotto la minaccia della Seleka prima , dei Peuls e dei Musulmani dopo e, ora, sotto la minaccia degli antibalaka.
Anche durante i combattimenti, il personale ha sempre assicurato la presenza e le attività, la presa in carico dei malati, nonostante le minacce (in gennaio i Seleka hanno anche sparato nel cortile di questo servizio pubblico).
 Questa mattina questi sedicenti antibalaka hanno occupato l’ospedale e hanno sequestrato l'infermiera che assicura l'interim del medico, la signora Koikouma Marie Renée, minacciandola con delle armi e dei bastoni.
 Hanno promesso di fare del male al personale e Marie Renée è stata minacciata di morte. Grazie all’intervento della MISCA se ne sono andati, non senza aver prima rubato una porta e chiuso la pompa dell’acqua dell’ospedale (che è a disposizione dei malati e degli abitanti della zona).
A causa di questi atti, l’ospedale di Bozoum è stato chiuso e il personale minacciato non ha potuto svolgere il proprio lavoro al servizio dei malati.
 Ci tengo ad informare anche che il Comitato di Mediazione (che si riunisce ogni mattina alle 8) ha invitato questa mattina i capi dei quartieri di Bozoum che sono venuti numerosi. Lo scopo della riunione era di cercare di coinvolgere la società civile e, in particolare, questi capi, affinché ci sia una reazione anche da parte loro a queste violenze ed estorsioni dei sedicenti antibalaka.
Ogni capo ha fatto un rendiconto di ciò che succede nel quartiere e abbiamo convenuto di:
  1. organizzare una riunione di ogni quartiere ( includendo, in particolare, le donne) con particolare riferimento a furti, circolazione di armi,  consumo di droga;
  2. istituire una riunione settimanale ogni lunedì tra il Comitato di Mediazione e i capi quartiere;
  3. instaurare un Comitato di Saggi per regolare i conflitti (furti, liti, ecc.) ed evitare che questi sedicenti antibalaka si ergano a giudici;
  4. scrivere una lettera al Governo per attirare l’attenzione sull’assenza del Prefetto e delle autorità e per chiedere l’invio di forze dell’ordine (Gendarmeria e Polizia).
  5. Aprire una linea telefonica cui rivolgersi in caso di problemi, furti o minacce

Martedì 18 marzo 2014
 Mi sposto a Bocaranga per organizzare l’acquisto e la distribuzione di semi d’arachide alla popolazione di Bocaranga, Ngaundaye e Ndim.
 Parto alle 6.15 per Bocaranga ma, prima passo dalla Misca per via dei numerosi spari sentiti stanotte. La situazione è sotto controllo ma, sempre i sedicenti antibalaka, verso le 23, hanno sparato delle raffiche con i kalashnikov  contro la MISCA (fortunatamente senza feriti).
 Sulla strada, a 85 km, vedo degli abitanti e dei pacchi per terra, di fianco alla strada. E’ evidente che c’è stato un attacco conto dei Peuls. Più tardi riceverò la conferma: dei Peuls di passaggio, in transumanza con 100 o 200 mucche, sono stati attaccati e si sono dispersi. Gli antibalaka (e la popolazione) ne hanno approfittato per distruggere il gregge.
Effettivamente, sia all’andata che al ritorno, ho incontrato molte decine di antibalaka e gente con grandi pezzi di carne sulle moto o sulla testa. Altri ne stanno affumicando grandi quantità. Altri ancora spingono delle mucche e dei piccoli vitelli verso la città.
 In tutto il Paese è in atto la distruzione del bestiame. Invece di “sfruttarlo” come investimento… la gente preferisce ucciderlo e mangiarlo, senza preoccuparsi del domani. E fra qualche mese, sarà molto difficile trovare della carne. Senza dimenticare che la maggior parte delle mandrie appartiene a dei notabili del Ciad…
Al ritorno, nel villaggio di Kake, a 30 km da Bocaranga, mi fermo perché vedo un gran numero di Peuls. Si tratta di donne e bambini che sono fuggiti dopo l’attacco di domenica e si ritrovano qui, protetti (almeno in parte) dagli abitanti del villaggio e anche gli antibalaka.
Sono molto stanchi e non in buona salute. Cerco di rassicurarli, chiedo alla gente del villaggio di portarli in un luogo sicuro e di cercare dell’acqua.
Arrivato a Bozoum allerto MSF e la Missione di Bocaranga affinché possano andare a visitarli…
Mercoledì 19 marzo 2014
Parto con p.Norberto a Baoro (170 km) per una riunione con gli altri Padri Carmelitani di Bouar, Baoro e Bangui. É da un anno che non riuscivamo a ritrovarci insieme, ed è gioia grande !
Giovedì 20 marzo 2014
Riprendiamo a ritrovarci per la riunione giornaliera delle 8, La situazione è un po' meno tesa. L'ospedale ha ricominciato a lavorare, dopo le minacce degli antibalaka. Alcuni di loro, ieri, hanno presentato delle scuse...




Riunione con i capi quartiere
Réunion avec les chefs de quartier

il luogo del combattimento, dove gli antibalaka hanno attaccato i Peuls, che hanno abbandonato tutto quello che avevano
Scène de bataille: ici les Peuls, , attaqués par les antibalaka, ont tout abandonné...



Fiori di frangipane
Fleurs de Frangipanier


un vitello, appena nato e già rubato...
un petit veau, qui vient de naitre, et d'etre volé...

La concelebrazione della Messa a Baoro
la concélébration de la Messe à Baoro

Marie Renée, l'infermiera minacciata dagli antibalaka
Marie Renée, le major menacé par les antibalaka