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venerdì 21 novembre 2014

In diretta da Nairobi




Il Kilimanjaro


In diretta da Nairobi
Ecco qualche notizia dal Kenya. Sempre insieme a p.Davide, il mercoledì mattina siamo partiti da Dar es Salaam per Nairobi. Qui ci accoglie un giovane padre carmelitano del Kenya, p.Steve. Aspettiamo un volo seguente, sul quale viaggiano p.Fryderick (polacco) e p.Jean Marie, burundese, che arrivano dal Rwanda.
Attraversiamo una parte di Nairobi: molto traffico, molte attività commerciali ed industriali, ma anche molto verde, almeno nella zona dove siamo accolti, Kareen. Qui c’è il convento dei Carmelitani, ma anche molte altre comunità. Proprio di fianco c’è la casa dei Missionari della Consolata, dove riesco a fare una visita a sorpresa a Padre Nicola Fogliacco, compaesano di Madonna delle Grazie (Cuneo). Chiacchieriamo un po’, e finiamo col salutarci in piemontese…
Sono qui a Nairobi per la riunione dei Superiori Carmelitani dell’Africa Francofona. Siamo qui una dozzina di frati provenienti da Congo, Camerun, Centrafrica, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Togo, Senegal, Madagascar, e dalla Casa Generalizia di Roma.
È bello incontrarsi, e conoscere altri paesi ed altre esperienze di vita. Nonostante la fragilità di molti paesi, c’è molto forte la volontà di portare la bellezza del Vangelo e del Carmelo.
Ci sono scambi molto vivaci ed arricchenti sull’educazione e la formazione dei giovani, e su altri temi.
Concludiamo con una breve visita ad un piccolo parco, dove vivono le giraffe, proprio qui in questo quartiere!
Molte speranze, e molta voglia di continuare a lavorare perché l’Africa continui a crescere e ad arricchire il mondo e la Chiesa con i suoi splendidi doni.
Domani, sabato 22 novembre, partirò verso il Nord: Parigi, poi Roma, e resterò qualche settimana in Italia… A presto



In riunione con i Padri Carmelitani dell'Africa Francofona e Madagascar





Il Centro dei Carmelitani Scalzi a Nairobi
Le Centre des carmes Déchaux à Nairobi








mercoledì 19 novembre 2014

In diretta dalla Tanzania…










In diretta dalla Tanzania…
Domenica 16 novembre sono partito con p.Davide dal Cameroun, direzione Tanzania. Ma la strada è lunga, e gli aerei fanno spesso strani giri… Siamo arrivati dopo 4 ore di volo a Nairobi, e di qui con un piccolo aereo siamo scesi in Tanzania, a Dar es Salaam (la capitale). A dire il vero… ha fatto qualche scalo e siamo anche scesi all’aeroporto sbagliato (Zanzibar)… ma ce ne siamo accorti in tempo per risalire e continuare.
A Dar es Salaam siamo arrivati verso l’una di notte, ed abbiamo trovato Suor Rita, della Congregazione della Madre del Carmelo, le suore indiane che collaborano con noi nel seminario di Bouar.
Con loro lunedì mattina siamo partiti in visita alle loro comunità. Lavorano molto nell’educazione, con scuole molto belle. Incontriamo un bel gruppo di ragazze della Tanzania, del Malawi e del Kenya che si stanno preparando a diventare suore, e per un’oretta gli presento la situazione del Centrafrica.
In pomeriggio passiamo a vedere il mare, un bellissimo Oceano Indiano, con panorami stupendi. Attraversiamo la città, che ha un traffico impressionante.
Il martedì sveglia alle 3.30, per andare verso il nord. Qui visitiamo il Mikumi National Park, un parco bellissimo: giraffe, bufali, antilopi, zebre, elefanti. E anche 2 leonesse, che passeggiano proprio davanti a noi…
Dopo il parco passiamo a visitare le Suore CMC che hanno una casa a Morogoro, con una bellissima scuola, e bambini ancora più belli!
Una visita molto interessante, che permette di conoscere un’altra Africa, che cresce molto in fretta… e anche di conoscere meglio le meravigliose suore indiane con le quali lavoriamo da anni a Bouar.
Ed oggi, mercoledì, siamo in volo verso il Kenya.
 





















domenica 16 novembre 2014

Pronti, partenza e via






Pronti, partenza e via
Dopo l’inaugurazione della Maison de la Paix, la riunione settimanale del  Comité des sages, che facciamo ogni lunedì alle 8, si è svolta nella nuova sede.
Qui ho avuto modo di incontrare quanti, a Bozoum, continuano a lavorare per la pace e per eviatre le tensioni e le volenze.
Alla fine della riunione sono partito per Bouar, a 250 km, e qui ho fatto alcune riunioni. In questi giorni sembrava che la liberazione del parroco di Baboua, il polacco Abbé Mathieu, fosse questione di ore. Invece sin’ora… niente. E sono ormai 4 settimane che è sequestrato dai ribelli…
Martedì ci siamo ritrovati in riunione a Bouar con i confratelli carmelitani i Bouar (Yolé e Sant’Elia), Baoro, Bozoum e Bangui, per uno scambio di riflessioni sulla nostra vita di preghiera, e sul lavoro pastorale e vocazionale.
Mercoledì mattina ci siamo messi in viaggio alle 5.30. Due giorni prima p.Federico, salendo da Bangui, è stato fermato da una delle numerose barriere degli antibalaka, ed ha ricevuto uno schiaffone! Il nostro viaggio era quindi un po’ teso. Ma quando siamo arrivati in zona abbiamo trovato una sola barriera… e non ci siamo neanche fermati!
Il giovedì, ancora riunioni, intervallate da veloci corse in cucina per preparare  un po’ di pizza! Avevamo invitato alcuni militari, tra cui il medico che mi aveva curato qualche mese fa, ma non sono potuti venire perché alcuni Seleka (che erano stati bloccati e sotto controllo in 3 caserme da qualche mese) sono tornati nelle strade, ed hanno bloccato la circolazione!!!
Venerdì mattina parto, insieme a p.Davide Sollami (che lavora per le Missioni ad Arenzano) verso Douala in Cameroun. In teoria in serata dovremmo ripartire per Yaounde, la capitale, ma il volo è annullato… Ripartiamo quindi il sabato mattina per Yaounde, la capitale del Cameroun. La nebbia (!!!) ritarda l’atterraggio di un quarto d’ora, ma a terra ritroviamo finalmente i nostri confratelli: fr.Jean Baptiste (camerunese) e p. Domenico, italiano. Ci accompagnano al loro convento di Nkolbisson, dove troviamo alcuni giovani in formazione. Tra di loro ci sono anche due Centrafricani, fr. Christo e fr.Rodrigue, che sono qui per completare gli studi di teologia.
La giornata corre veloce tra incontri, riunioni e visite. In pomeriggio passiamo a salutare le Monache Carmelitane, e poi via verso l’altro convento, quello di Nkoabang. C’è molto traffico, ma anche molta attesa per una partita di calcio tra Cameroun e Congo…
Attraversare città come Yaounde e Douala, ed un paese come il Cameroun, fa capire come un po’ di pace permetta una migliore qualità di vita ed un minimo di sviluppo…




Foto presa a bangui! Il progresso!
Vraie photo prise à Bangui... le progrès!


Il porto di Douala, in Cameroun
le port de Douala, au Cameroun

Il convento dei Carmelitani a Yaounde
Le couvent des Pères Carmes à Yaounde





sabato 8 novembre 2014

Grandi gesti dei piccoli, e miseri gesti dei grandi







Grandi gesti dei piccoli, e miseri gesti dei grandi
Qualche settimana fa avevo proposto di fare una raccolta di cibo e di denaro per i circa 200 musulmani che sono rimasti a Bozoum. La maggior parte sono donne e bambini, perché  spesso gli uomini (che erano più minacciati) hanno dovuto fuggire a causa delle minacce degli anti balaka.
Una volta al mese, alle messe della domenica, facciamo un secondo Offertorio  per i poveri. E domenica 2 novembre i “miei” cristiani mi hanno sorpreso ancora una volta: una fila lunghissima ha iniziato a scorrere portando manioca, arachidi e altri prodotti, e soldi, per i musulmani che stanno soffrendo attualmente a Bozoum. Un gesto molto bello, e anche consistente! In genere in questo offertori, la somma non supera i 15 o 20 euro, mentre domenica le offerte hanno raggiunto i 70 euro. Un grande gesto, pieno di volontà di perdono e di amore, da parte delle persone semplici di Bozoum!
Il pomeriggio della domenica accompagno alcuni ragazzi e ragazze che lavorano per le ONG qui a Bozoum a visitare la risaia. È sempre emozionante vedere la cura e l’attenzione di un lavoro molto ben fatto!
Lunedì  riceviamo la visita di alcuni funzionari delle Nazioni Unite, che lavorano qui in Centrafrica per la MINUSCA, il programma di intervento dei caschi blu ( ma anche dell’appoggio alla giustizia e al Governo). Molti mezzi, ma (ancora) pochissimi risultati. Nonostante qualche migliaia di militari, ci sono ancora massacri e attacchi, e la stessa Strada nazionale n° 1, l’unica che collega la capitale, Bangui, con il Cameroun, è in mano a delinquenti che attaccano e fermano le auto, anche degli umanitari, per rubare e spogliare di tutto…
Molti mezzi, molti molti soldi, e piccoli risultati!
Sabato 8 novembre c’è un bel momento di festa e di speranza, con l’inaugurazione della Maison de la Paix: una costruzione che l’ONG ACTED ha risistemato per il Comité des Sages, il gruppo di persone di Bozoum che si sta dando da fare per assicurare un minimo di pace e di giustizia.
Sperare sempre!!!






 
Le offerte per le famiglie musulmane
les dons pour les familles musulmanes de Bozoum